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X-Rite ColorChecker Passport Photo 2: uno strumento indispensabile

X-Rite ColorChecker Passport Photo 2: uno strumento indispensabile

12 Novembre 2020

Manuel Babolin

8 min

X-Rite ColorChecker Passport Photo 2: uno strumento indispensabile

Nella fotografia, specialmente quella commerciale, la resa cromatica di un’immagine è di fondamentale importanza. Basti pensare a scatti destinati alla vendita di prodotti di vario genere, come ad esempio abiti, gioielli, prodotti hi-tech o auto, dove il colore gioca un ruolo decisivo. Questa coerenza cromatica fra scena e scatto può essere complicata se gestita manualmente, cosa che purtroppo ad oggi è ancora molto diffusa, oppure può essere gestita con un flusso di lavoro semplice grazie all’utilizzo di un ColorChecker. Questo garantisce una resa cromatica molto fedele, un risparmio di tempo notevole nella fase di postproduzione e, cosa importantissima, la ripetibilità del risultato.

Il ColorChecker, semplificando, non è altro che un cartoncino con una serie di quadrati colorati e ne esistono di vari tipi, quello più comune è quello con 24 tasselli. Questo cartoncino originariamente si chiamava Color Rendition Chart ed è stato presentato in un articolo sul Journal of Applied Photographic Engineering del 1976 prodotto da Macbeth, successivamente da Gretag Macbeth, e attualmente da X-Rite in seguito all’acquisizione di Gretag Macbeth.

Esistono vari modelli di ColorChecker sul mercato, alcuni dedicati alla fotografia, altri al video, di grandi e piccole dimensioni. In questo articolo andremo ad analizzare nello specifico il ColorChecker Passport Photo 2, uno dei modelli più venduti grazie alle dimensioni ridotte e alla custodia rigida che lo rendono uno strumento comodo da utilizzare e indispensabile sul set.

Cosa si può fare con un ColorChecker Passport Photo 2

  • Bilanciamento del bianco
  • Creazione di profili camera personalizzati
  • Controllo dell’esposizione nella fase di scatto
  • Regolazioni creative

Il ColorChecker Passport Photo 2 ha una dimensione all’incirca di 9×13 cm, contenuto in una sottile custodia rigida in plastica è costituito da 4 pagine e ogni pagina è di fatto un target con una specifica funzione.

TARGET 1 – ColorChecker Classic 24

Il primo target ColorChecker Classic 24 è formato da 24 patch colorate ed è uguale a quello lanciato nel lontano 1976. I pigmenti utilizzati sono molto stabili e studiati per non decadere nel tempo (va comunque tenuto al riparo dalla luce quando non utilizzato) ed inoltre questi pigmenti sono a basso indice di metamerismo, in modo da risultare quanto più possibili uniformi e costanti al variare delle condizioni di illuminazione della scena. La nostra percezione del colore infatti non è solo influenzata dal colore dell’oggetto stesso ma anche dalle caratteristiche della luce che lo illumina.

Queste 24 patch sono divise in:

  • 6 patch di grigi: in ordine dal nero al bianco, tutte perfettamente neutre
  • 6 colori primari e secondari: RGB (rosso, verde, blu) + CMY (ciano, magenta, giallo)
  • 12 patch di colori comuni: utilizzate come riferimento visivo (troviamo ad esempio l’incarnato chiaro e scuro, il blu del cielo, il verde della vegetazione, ecc.). Questo era molto utile in fotografia analogica dove la corrispondenza cromatica veniva fatta nella maggior parte dei casi a occhio non avendo a disposizione un software in grado di farla. Oggi queste patch vengono utilizzate dal software di ColorChecker Camera Calibration di X-Rite per creare il profilo camera personalizzato da applicare poi nel software di sviluppo RAW.

I valori del ColorChecker originale del 1976 erano forniti nelle coordinate colorimetriche Yxy e sotto l’illuminante C. Oggi vengono forniti da X-Rite in CIE L* a* b* con illuminante D50 e osservatore a 2 gradi. Nello specifico i colori sono:

  1. Dark skin – Pelle scura
  2. Light skin – Pelle chiara
  3. Blue sky – Cielo azzurro
  4. Foliage – Fogliame
  5. Blue flower – Azzurro fiore
  6. Bluish green – Verde tendente al blu
  7. Orange – Arancio
  8. Purplish blue – Blu tendente al viola
  9. Moderate red – Rosso chiaro
  10. Purple – Viola
  11. Yellow green – Verde giallo
  12. Orange yellow – Giallo arancio
  13. Blue – Blu
  14. Green – Verde
  15. Red – Rosso
  16. Yellow – Giallo
  17. Magenta – Magenta
  18. Cyan – Ciano
  19. White – Bianco
  20. Neutral 8 – Grigio neutro (chiarezza 8/10)
  21. Neutral 6.5 – Grigio neutro (chiarezza 6.5/10)
  22. Neutral 5 – Grigio neutro (chiarezza 5/10) ovvero Grigio medio 18% (riflettanza 18%)
  23. Neutral 3.5 – Grigio neutro (chiarezza 3.5/10)
  24. Black – Nero
I dati sono forniti da X-Rite, Inc. e sono validi per i ColorChecker Classic 24 realizzati dopo il mese di novembre 2014.
I valori sono espressi in CIE L* a* b* con illuminante D50 e osservatore a 2 gradi.

Con questo primo target possiamo fare principalmente due cose:

Bilanciamento del bianco utilizzando la patch numero 20 o 21
Sarebbe più corretto dire bilanciamento del neutro che viene fatto su una patch grigio chiaro, questo per evitare che uno o più dei tre canali (RGB) arrivi a ridosso del limite massimo di 255 falsando così la taratura. Meglio avere margine e utilizzare un grigio chiaro che in fase di scatto deve essere esposto correttamente e non risultare sovraesposto.

Creazione di un profilo colore personalizzato della macchina
Il bilanciamento del bianco è fondamentale per neutralizzare la dominante colore dello scatto, minimizzando i problemi di cromia, ma non è sufficiente per avere una perfetta corrispondenza cromatica. Per questo è necessario creare tramite il software ColorChecker Camera Calibration di X-Rite dato in dotazione con il ColorChecker, un profilo macchina personalizzato. Una volta applicato questo profilo il software di sviluppo RAW porterà i colori del target fotografato (che saranno affetti da variazioni dovute dal tipo di sensore, alle tolleranze dei componenti hardware della macchina e all’illuminazione della scena considerando che alcune fonti luminose non hanno un’emissione spettrale lineare) a valori noti arrivando così a una perfetta, o quasi, corrispondenza cromatica. Il software è in grado di generare profili secondo lo standard ICC utilizzabile ad esempio con Capture One oppure DCP (DNG Camera Profile) di Adobe.
Creare dei profili personalizzati è utile e fortemente raccomandato quando si scatta la stessa scena con più macchine: così facendo si può uniformare la resa cromatica, per quanto possibile nei limiti delle varie macchine, risparmiando una notevole quantità di tempo nella fase di color correction in postproduzione.

TARGET 2 – Creative Enhancement

Il secondo target chiamato, Creative Enhancement, raccoglie un’altra serie di patch colorate che servono sia a scopo tecnico che creativo.

Per quanto riguarda la parte tecnica:

  • la prima riga in alto, riga di controllo HSL, è formata da 8 patch con i colori spettrali ovvero colori molto saturi utili come riferimento visivo per controllare che una volta applicato il profilo macchina non ci siano scostamenti troppo evidenti o anomali.
  • l’ultima riga in basso invece raccoglie 4 patch nere e 4 bianche utili a valutare se l’immagine presenta delle bruciature nelle alte luci o delle ombre troppo chiuse. Le patch infatti sono molto simili, fra l’una e l’altra l’incremento è di solo 1/3 di stop, ad eccezione della prima patch nera che con la seconda ha una differenza di 1/10 di stop. Come facilmente intuibile queste patch nello scatto devono essere distinguibili e avere una differenza data dagli incrementi sopra indicati. Nel caso risultassero indistinguibili sarebbe indice di sotto o sovraesposizione dello scatto. Nei software di sviluppo possono venire in aiuto gli alert di clipping o la lettura dei valori RGB.

La parte centrale è dedicata a delle regolazioni del bianco creative che sono di fatto dei bilanciamenti sbagliati ma ripetibili. Questo può essere utile in alcuni casi:

  • la seconda riga del target che riporta l’icona di una persona è dedicata al bilanciamento del bianco per i ritratti. La prima patch della riga è contrassegnata con un piccolo semicerchio nero nella parte inferiore e indica che è un grigio neutro utilizzabile per un bilanciamento del bianco corretto. Spostandosi verso destra invece le patch riportano un segno “+”, queste servono per avere un bilanciamento progressivamente più caldo in modo da rendere i toni dell’incarnato più piacevoli.
  • la terza riga del target invece riporta l’icona di una montagna; in questo caso la patch contrassegnata, e quindi quella neutra, è quella in centro della riga. Spostandosi verso sinistra si va a raffreddare l’immagine, utile per avere cieli più azzurri, oppure la si può scaldare con le due patch di destra in modo daenfatizzare le tonalità gialle-arancioni tipiche di un tramonto.

È molto importate sapere che queste sono tarature tecnicamente sbagliate ma molto utili nel caso di immagini creative in cui non sia fondamentale il corretto bilanciamento del bianco. Utilizzando questo metodo infatti si è in grado di fare una taratura facilmente ripetibile.

TARGET 3 – Gray Balance

Questo target contiene un’unica patch grande tutta la superficie del ColorChecker. Il colore è un grigio spettralmente neutro ametamerico, con le stesse caratteristiche della riga dei grigi presente nel primo target, utile per fare un corretto bilanciamento del neutro (o più comunemente chiamato bilanciamento del bianco). A differenza del primo target dove le patch sono molto piccole e possono essere utilizzate solo per il bilanciamento in postproduzione, questo target grazie alla superficie molto grande si presta ad essere utilizzato per eseguire il bilanciamento direttamente in camera. È importate sapere che nel caso si scatti in RAW il bilanciamento del bianco in macchina non serve, può essere fatto in fase di sviluppo senza nessuna perdita di informazioni, ma in certi casi può essere utile farlo ugualmente per visualizzare un’anteprima più corretta sul display della macchina mentre si scatta. Questo non vale se si scatta in JPEG, in questo caso il bilanciamento del neutro sul target è d’obbligo per avere un’immagine corretta. Modificare il bilanciamento in postproduzione significherebbe compromettere irrimediabilmente la gamma dinamica e la resa cromatica dell’immagine.

TARGET 4 – Gray 18%

Come il target precedente contiene una sola patch di colore grigio spettralmente neutro ametamerico con riflettanza del 18%, come la patch numero 22 presente nel primo target. Il suo scopo è quello di essere utilizzata per una lettura corretta dell’esposizione in luce riflessa durate lo scatto. Può essere utilizzata puntando un esposimetro manuale o quello interno della macchina.

Il ColorChecker Passport Photo 2 è quindi uno strumento indispensabile per garantire un flusso di lavoro corretto e veloce nella fase di sviluppo del file RAW in postproduzione, garantendo la corretta corrispondenza cromatica dello scatto e un considerevole risparmio di tempo. In un prossimo articolo vedremo come utilizzarlo nella pratica, creando un profilo macchina personalizzato.

Approfondimento sui valori

I valori numerici di ogni patch del ColorChecker Classic 24 riportati nello schema di questo articolo, come indicato nella descrizione, sono forniti da X-Rite e sono espressi in CIE L* a* b* con illuminante D50 e osservatore a 2 gradi. Questi sono gli unici valori ufficiali forniti, in internet si trovano molti altri dati, specialmente di conversioni fatte in spazi colore come AdobeRGB o sRGB. È importante sapere che questi dati sono conversioni più o meno accurate di terze parti e quindi da utilizzare con consapevolezza e cautela. Se volete verificare o fare correzioni manuali all’immagine vi consiglio di utilizzare dei punti di campionamento nelle patch del ColorChecker con lettura in Lab (è disponibile sia in Adobe Photoshop che in Capture One). Inoltre i valori solo validi per i ColorChecker realizzati dopo il mese di novembre 2014, infatti X-Rite dopo tale data ha aggiornato il metodo di produzione dei ColorChecker, introducendo dei nuovi coloranti nel processo di verniciatura che hanno portato a delle leggere differenze nella resa cromatica. Per questo esiste una differenza nei dati colorimetrici di riferimento per i prodotti realizzati prima e dopo il mese di novembre 2014.

Qui potete trovare la pagina ufficiale di riferimento con i nuovi valori:
New color specifications for ColorChecker SG and Classic Charts

Se invece il vostro ColorChecker risulta realizzato prima del mese di novembre 2014 dovete far riferimento ai valori che trovate in questa pagina, sempre pubblicati da X-Rite:
Colorimetric values for ColorChecker Family of Targets

In questo caso X-Rite aveva pubblicato anche una conversione in sRGB dei valori che però non ha proposto nella tabella per i prodotti post novembre 2014.

Manuel Babolin

Manuel Babolin

Managing Partner & Digital Retoucher

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