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Perché Capture One è la scelta più efficiente per lo sviluppo RAW

Perché Capture One è la scelta più efficiente per lo sviluppo RAW

24 Settembre 2020

Massimiliano Piazza

10 min

Perché Capture One è la scelta più efficiente per lo sviluppo RAW

Non si può negare che Capture One, negli ultimi anni, abbia sparigliato le carte nel mercato dei software per lo sviluppo e la gestione dei file RAW: nato come strumento proprietario di sviluppo per i dorsi medio formato Phase One, è uscito dalla sua nicchia arrivando ad essere compatibile con i file raw di tutti (o quasi) i corpi macchina presenti sul mercato, full-frame, aps-c e non solo. Sicuramente una scelta coraggiosa quella fatta da Phase One, che ha fatto sì che il software passasse dall’essere un investimento passivo per l’azienda, poiché fornito gratuitamente con la vendita dei dorsi Phase One, a diventare un’operazione attiva che ha portato ad uno sviluppo sempre più spinto del prodotto, tant’è che dal 2020 gli è stato dedicato il dominio captureone.com

Il DNA con cui è stato concepito il software è chiaro: la qualità. Qualità che però in questi casi va spesso a discapito di tutto il resto, ovvero usabilità, flessibilità ecc.
E qui si arriva al punto cruciale per chi si approccia per la prima volta al software di casa Phase One: è opinione diffusa che Capture One sia migliore di Lightroom ma difficile da usare. Un’affermazione che lascia spazio a due scenari: meglio Lightroom perché è il più conosciuto e facile da usare e non sia ha tempo da investire nella formazione su un nuovo strumento, oppure meglio Capture One perché è un software che permette una lavorazione più avanzata dei file.

Partiamo dal fatto che Lightroom è il software più usato e diffuso. Già al primo utilizzo si presenta con un interfaccia relativamente semplice e una sensazione di familiarità perché siamo già abituati ad averci a che fare all’interno di Photoshop con Adobe Camera RAW. 

Ma, dopo una doverosa premessa, arriviamo al sodo: meglio Capture One o Lightroom?
Purtroppo la risposta è una sola e un po’ scomoda: dipende. 

Dipende da molto fattori, dal risultato che ci si aspetta di ottenere, dal contesto, dall’ambito di utilizzo e dal flusso di lavoro che si adotta.

Se lo scopo è organizzare i file raw, scegliere, taggare, sviluppare sia da portatile che in mobilità con un iPad o uno smartphone, visto anche l’arrivo di Lightroom in versione mobile semplificata oltre a Lightroom Classic, sicuramente la scelta del software Adobe è azzeccata. Se invece si sta parlando di un contesto dove la qualità e un flusso di lavoro strutturato sono al primo posto, allora le cose cambiano. In questo articolo andremo ad analizzare in modo oggettivo e il più “scientifico” possibile vari aspetti di Capture One che lo rendono il programma di sviluppo RAW più adatto ad uno studio di post-produzione e, più in generale, ad un reparto di fotoritocco di uno studio fotografico o di un’azienda.

Interfaccia

Mentre le operazioni di base delle due applicazioni sono fondamentalmente uguali (importazione dei file, sviluppo, esportazione) divergono nella personalizzazione dell’ambiente di lavoro.

Capture One permette una personalizzazione estrema dell’area di lavoro che si può adattare a molteplici scenari ed esigenze lavorative. Ogni pannello strumenti può essere spostato, nascosto, eliminato e sganciato per creare l’area di lavoro più efficiente in base alle proprie necessità. Inoltre è possibile salvare le aree di lavoro personalizzate e richiamarle all’occorrenza permettendo un passaggio fluido da un flusso di lavoro ad un altro (dalla gestione del catalogo alla pura acquisizione in tethering per esempio).

Anche in Lightroom è praticabile un certo livello di personalizzazione dell’interfaccia ma in definitiva viene sempre mantenuto uno stile di lavoro molto lineare e vincolato alla staticità della posizione degli strumenti di lavoro. 

La possibilità di personalizzare l’area di lavoro può sembrare un fattore banale o superfluo ma nel momento in cui ci si trova ad affrontare una mole di lavoro di una certa entità, avere gli strumenti giusti al posto giusto diventa di fondamentale importanza specie per ottimizzare il tempo a disposizione.

Colore

Premessa: non è generalmente possibile confrontare due software di sviluppo RAW sulla resa del colore in quanto adottano sistemi e algoritmi diversi per rappresentare il file RAW come immagine. Sarebbe un po’ come voler confrontare due macchine di due case automobilistiche diverse che appartengono alla stessa categoria. Si possono discutere i singoli parametri oggettivi in cui ogni macchina eccelle (velocità, consumi, ecc.) ma non sarebbe realistico dare una valutazione oggettiva complessiva. È più realistico valutare le macchine (nel nostro caso i software) in base alle esigenze ed alle priorità di ognuno.

Molti utilizzatori di Capture One arrivano a sostenere che le loro foto appaiono più belle in questo ambiente di editing, prima ancora di aver effettuato qualsiasi regolazione. C’è del vero in questa affermazione?

Capture One ha dei profili colore personalizzati per ogni fotocamera e grazie a questo approccio, quando i file vengono importati, si ottiene una resa dei colori molto accurata e possiamo dire molto vicina alla realtà anche senza un profilo ad-hoc.


“A sinistra Capture One Pro 20 e a destra Lightroom Classic 9.2.1 con Camera Raw 12.2.1. Scattata con Sony α7II, ISO 100, 1/200 s, f/13, 90 mm.
Entrambi gli scatti sono alle impostazioni di default del rispettivo software con profilo A7 M2 Generic/curva Automatica per Capture One e Adobe Colori per Lightroom. Oltre alla sensibile mancanza di saturazione potete notare anche l’assenza di tutte le sfumature giallo/arancio nell’interpretazione di Lightroom che non è recuperabile semplicemente agendo sulla saturazione. Avendo scattato noi questa immagine vi possiamo dire che l’immagine di sinistra è quella più fedele alla realtà ed al colore che volevamo ottenere per un bicchiere di Spritz.

Per entrambi i software è comunque fattibile la variazione del profilo standard per migliorare la percezione dell’immagine in base alle proprie esigenze; in Lightroom lo si può fare attraverso il Browser Profili (sotto la voce Profilo del pannello Base nell’area Sviluppo) e in Capture One nel pannello Caratteristiche di Base. 

Rumore/Disturbo “di base”

Un altro fattore da analizzare è come viene trattato il “rumore di base” nelle foto. Con questo termine intendiamo la rappresentazione del rumore generato dal sensore della macchina nei software di sviluppo RAW.
Come appena visto per l’interpretazione del colore, anche nella la gestione della riduzione del rumore nei file RAW esistono dei punti di partenza che i software di sviluppo prediligono e che trattano con algoritmi diversi.
Prendiamo in considerazione uno scatto a ISO 100: mentre Capture One ci mostra un rumore pressoché inesistente, Lightroom tende ad evidenziare il rumore anche ad ISO molto bassi.


A sinistra Capture One Pro 20 e a destra Lightroom Classic 9.2.1 con Camera Raw 12.2.1. Scattata con Sony α7II, ISO 100, 1/320 s, f/4, 90 mm.
Entrambi gli scatti sono alle impostazioni di default del rispettivo software e la visualizzazione ingrandita al 200%. Al 100% la granulosità resta ancora percepibile ma meno evidente. Oggettivamente possiamo dire che uno dei due scatti presenta meno rumore/disturbo dell’altro. Soggettivamente potremmo anche dire che il rumore partecipi a rendere più vera e meno asettica l’immagine. Qui va effettuata una decisione che non può essere ritenuta giusta o sbagliata in modo assoluto. Personalmente preferisco un’immagine senza rumore che posso eventualmente aggiungere in un secondo momento a scopo artistico.

Livelli

In Capture One è possibile utilizzare i livelli, analogamente a come si fa in Photoshop, per gestire separatamente le regolazioni. Se per esempio volessimo utilizzare il pennello per illuminare/scurire una determinata area della foto potremmo farlo su un livello a parte ed eventualmente cambiare l’opacità del livello per dare meno impatto alla regolazione o disattivare l’intero livello per verificare i cambiamenti apportati. 
In Lightroom purtroppo i livelli non esistono ma si possono aggiungere più punti di regolazione per il pennello e i gradienti; restano tuttavia limitate le modifiche dei colori con tali regolazioni (non è possibile ad esempio applicare una regolazione HSL ad un pennello o ad un gradiente). 
Sebbene a volte quest’ultimo metodo possa sembrare più comodo, Lightroom non riesce a gestire efficientemente l’aumentare del numero di regolazioni, mentre Capture One non presenta alcun rallentamento.

Recupero del rumore, ombre, luci

La differenza dell’intensità di modifica dei parametri quali rumore, ombre, luci, ecc. tra Capture One e Lightroom è spesso oggetto di discussione e critica. Alcuni cursori di Capture One non riescono a spingere la regolazione così tanto quanto si riesce a fare in Lightroom, lacuna  per altro spesso colmabile tramite l’aggiunta di nuovi livelli di regolazione che possono essere ulteriormente spostati per raggiungere l’effetto desiderato. Se è vero che da una parte Lightroom offre più manovrabilità delle regolazioni in un unico passaggio, dall’altra parte è necessario operare con cautela per evitare di compromettere la qualità dello scatto. 

Nelle loro ultime versioni (ad oggi Capture One Pro 20 e Lightroom Classic 9.2.1) abbiamo constatato che spostando in positivo i cursori delle “Alte Luci” e dei “Bianchi” Lightroom riesce generalmente a muoversi più pesantemente sull’immagine. Mentre spostandosi in negativo, quindi recuperando informazioni in queste aree, Capture One risulta più “reattivo” e preciso.


A sinistra Capture One Pro 20 e a destra Lightroom Classic 9.2.1 con Camera Raw 12.2.1. Scattata con Sony α7II, ISO 100, 2 s, f/5, 90 mm.
Qui potete notare quanto estrema è la regolazione al 100% in Lightroom in confronto a Capture One. Ovviamente poco consigliabile ma utile a far capire la differenza di sensibilità delle due regolazioni.


A sinistra Capture One Pro 20 e a destra Lightroom Classic 9.2.1 con Camera Raw 12.2.1. Scattata con Sony α7II, ISO 100, 2 s, f/5, 90 mm.
In questo caso il recupero delle luci e dei bianchi è più immediato e preciso in Capture One. Se osservate il profilo della pelliccia del gatto noterete come tutti i dettagli in controluce vengano persi nel tentativo di recupero in Lightroom.

Correzione del colore

Per quel che riguarda la flessibilità e la precisione nella correzione del colore Capture One è da molti considerato un punto di riferimento e una scelta quasi obbligatoria. Recentemente è stato aggiornato anche l’editor colore di base con un pannello HSL, simile a quello presente in Lightroom, più intuitivo nell’utilizzo ma mantenendo nel contempo le funzioni avanzate del precedente pannello.

Un altro strumento molto apprezzato all’interno dell’editor colore è la sezione dedicata all’incarnato che permette, mediante la selezione di una tonalità di pelle sorgente, di uniformare la tonalità, la saturazione e la luminosità delle altre tonalità della pelle circostanti.

In Capture One circoscrivere la correzione di un colore in maniera molto accurata è relativamente semplice dato che permette di controllare anche di quanto i colori adiacenti a quello selezionato debbano essere influenzati dalla regolazione. Possiamo anche applicare una correzione colore ad una maschera, analogamente a come si fa in Photoshop, per restringere ulteriormente il raggio d’azione.

In Lightroom tutto questo non è possibile o lo è in modo molto limitato.

Funzioni integrate e strumenti avanzati

Lightroom è sicuramente in grado di offrire più funzioni integrate come la fusione degli scatti in HDR o panoramica; esiste inoltre un vasto repertorio di plug-in per Lightroom, sia per la pubblicazione che per l’elaborazione degli scatti, come ad esempio LRTimelapse, un plug-in specifico per il time-lapse.
Anche per Capture One sono disponibili alcuni plug-in dedicati all’elaborazione delle immagini, come Helicon Focus per il focus stacking, e altri orientati alla pubblicazione. Il repertorio di estensioni disponibili però è attualmente molto limitato.
L’aspetto dei plug-in, a nostro parere, va preso in considerazione nel caso di applicazioni molto particolari che effettivamente si rendono indispensabili all’elaborazione degli scatti. A volte queste estensioni non sono essenziali, spesso esiste la versione stand-alone (da cui deriva il plug-in) o vi sono altri software che svolgono in maniera più efficiente il loro compito o che permettono maggior controllo al di fuori dei software di sviluppo.

In Capture One esistono strumenti avanzati che semplificano notevolmente lo scambio di informazioni tra post-produttore e fotografo, tra le quali le “Note” o la “Seleziona per Lista Nome File” degli scatti scelti.
La prima permette al fotografo, per esempio, di segnalare sull’immagine le eventuali correzioni da apportare mediante il disegno a mano libera di segni o scritte, agevolando quindi l’interpretazione al post-produttore delle modifiche. È possibile poi esportare il file da lavorare direttamente in PSD con le note su un livello separato, senza quindi dover esportare un file principale ed uno con le sole note, cosa poco efficiente.

La funzione “Seleziona per Lista Nome File” invece permette di selezionare in Capture One tutte le foto appartenenti ad una lista testuale contenente i nomi dei file scelti. Mettiamo il caso del digital tech (assistente digitale) che assiste il fotografo nello scatto in tethering e che quindi ha sul suo computer l’intera sessione di scatto. Alla fine della giornata il cliente chiede le immagini in bassa risoluzione per poter fare la scelta e comunicarvela in un secondo momento. Effettuata la scelta il cliente invia al fotografo la lista con i nomi delle foto scelte (o anche un pacchetto contenente i file scelti tra quelli consegnati il giorno dello scatto).
A questo punto sarà sufficiente copiare i nomi dei file (funziona anche copiando direttamente i file) e incollarli nell’area di testo dello strumento che andrà a selezionare i file della lista automaticamente.


Strumento Note di Capture One. È possibile aggiungere note testuali e grafiche, cambiarne il colore e lo spessore a piacimento.


Lo strumento Seleziona per Lista Nome File di Capture One permette di selezionare nel catalogo/sessione
i file appartenenti ad una lista testuale o di file.


Considerazioni finali

Lightroom, nella nostra visione, è più orientato ad un utilizzo “individuale”, dove chi scatta, chi sviluppa e chi modifica sono la stessa persona e questo lo rende meno duttile nella condivisione delle lavorazioni.
A suo favore però ha a disposizione un’elevatissima quantità di estensioni e va ponderato se questo sia un fattore più o meno cruciale nello svolgimento di un lavoro; molte operazioni avanzate possono essere comunque affrontate esternamente al software di sviluppo.

Per la sua accuratezza e flessibilità Capture One, a nostro parere, è il software più indicato ad affrontare carichi di lavoro importanti, sia per quantità che qualità. Permette, oltre ad un controllo minuzioso del colore, un’impareggiabile continuità del flusso di lavoro, anche tra più persone.

Massimiliano Piazza

Massimiliano Piazza

Managing Partner & Digital Retoucher

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