Il Post-produttore – chi è e cosa fa

Definizione

Il post-produttore fotografico è la figura che, nell’ambito della fotografia digitale professionale, ha il compito di sviluppare i file RAW per ricavarne delle immagini che siano aderenti alla visione del fotografo nel momento in cui questo ha realizzato gli scatti; successivamente, applica alle immagini così ottenute le correzioni, contenute all’interno di un brief, in una modalità compatibile con l’output finale.
Nel mercato italiano il termine è sinonimo di foto-ritoccatore perché, generalmente, chi si occupa dello sviluppo dei file si occuperà anche delle modifiche vere e proprie delle immagini.
Il post-produttore può lavorare da solo, come freelance, oppure far parte di una struttura di lavoro più ampia: in quest’ultimo caso, se il post-produttore fa parte di uno studio di foto-ritocco, o comunque di un reparto che si occupa della post-produzione all’interno di uno studio fotografico o di un’azienda, è possibile che figure diverse si occupino di fasi diverse della lavorazione – chi potrebbe essere dedicato solamente allo sviluppo dei file RAW e chi invece potrebbe occuparsi del ritocco vero e proprio.

Basi tecniche

Così come per un fotografo non è sufficiente sapere usare la propria macchina fotografica ad un post-produttore fotografico non basta avere una conoscenza approfondita dei software per lo sviluppo ed il ritocco dei file: occorre innanzitutto che siano ben chiari gli aspetti relativi alla gestione e correzione del colore, consapevolezza della destinazione di un’immagine e una buona dose di abilità nel problem-solving.
Anche avere buone competenze fotografiche è una caratteristica spesso necessaria per chi sviluppa/ritocca perché, oltre a permettere una collaborazione più fluida con il fotografo, diventa un potente strumento di analisi dello scatto.

Lavorazioni

Creare la calibrazione della macchina dal Color Checker, effettuare il bilanciamento del bianco, correggere l’esposizione, controllare e rettificare il clipping nelle ombre e nelle luci, verificare e sistemare il rumore e la nitidezza, uniformare le tinte della pelle, eliminare le imperfezioni, fluidificare, togliere i riflessi indesiderati, spolverare, scontornare e mascherare, riempire, analizzare i colori della foto, applicare un color grading sensato, croppare, esportare. Sono solo alcune delle lavorazioni che un post-produttore esegue su una singola immagine. Ovviamente in base a quel che si vuole ottenere da uno scatto la lista si allunga o si accorcia ma ogni singolo passaggio contribuisce alla buona o cattiva riuscita dell’intero processo.
Trascurare il recupero di luci e ombre o esportare con dei parametri non appropriati, ad esempio, sono entrambi fattori che partecipano in egual misura a compromettere la riuscita di una foto, esattamente come in una catena di montaggio: ogni passaggio che si intende intraprendere deve essere eseguito con la massima dell’attenzione.

Flusso di lavoro

Una metodica analisi dell’immagine è alla base del flusso di lavoro. Decidere di rimuovere i granelli di polvere da una foto senza conoscere le dimensioni dell’output o croppare lo scatto senza essersi confrontati con l’idea finale del cliente sono leggerezze che porteranno inevitabilmente a grossi sprechi di tempo e risorse.
Occorre avere un “piano d’attacco” ben strutturato, aver ben chiare quali saranno le lavorazioni da applicare e perché agire in un modo anziché un altro. Una volta presa coscienza di questa valutazione si può procedere con la lavorazione dell’immagine. Se si riceverà un file RAW, si andrà a processarlo per il software di sviluppo scelto e si applicheranno le regolazioni opportune (per esempio se dall’analisi è emerso che lo scatto presenta dei problemi nelle ombre è auspicabile agire in questa fase piuttosto che nelle successive).
A questo punto solitamente ci si trova davanti a due scelte di flusso: esportare il file finale o esportare il file per una modifica esterna al software di sviluppo. Ancora una volta questo dipende dalla valutazione iniziale della foto e quindi, se si era già pianificato di dover rimuovere degli oggetti di disturbo nella scena o di fluidificarne alcune zone, sarà necessario fare una pre-esportazione del file per permetterne l’elaborazione nel software di ritocco.
Alla fine si procederà all’output del file definitivo e anche qui si dovrà prendere una decisione: effettuare l’esportazione dal software di ritocco o tornare al software di sviluppo. Una scelta non così banale se fossero stati richiesti più d’un tipo di output (per esempio in più formati immagine o dimensioni) che potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso un ritorno al software di sviluppo per l’esportazione piuttosto di affrontare il dilemma nel software di ritocco.

Considerazioni finali

Il ruolo del post-produttore fotografico può sembrare in parte sovrapponibile a quello svolto dal fotografo ma in realtà non è questo il caso: la parola chiave che permettere di distinguere nettamente queste due figure professionali è “Efficienza”. Le competenze tecniche, l’esperienza, il flusso di lavoro, le best practice proprie del post-produttore sono tutti fattori che portano ad una polarizzazione dei compiti nell’ambito della fotografia digitale e che permettono di avere una produzione di immagini ottimizzata e dunque economicamente conveniente. Essendo un ruolo altamente tecnico poi, il post-produttore sta diventando sempre di più anche consulente in fase di progettazione dello shooting; inoltre ha anche il compito di interfacciarsi con le altre figure del comparto creativo o contigue ad esso (in particolare graphic designer, sviluppatori e servizi di prestampa) per assicurarsi che la resa finale dell’immagine in output, sia esso un progetto cartaceo, digitale o web, sia congruente con quanto approvato dal committente una volta ultimata la lavorazione.